Inviato da : mauro paterno -
Domenica, 12 Luglio 2009 - 21:14
(Angela Megassini, moglie del bluesman Fabrizio Poggi, mi ha inviato questa bellissima poesia del popolo Evenchi, una minoranza linguistica siberiana a rischio di estinzione, che mi pregio di condividere con tutti voi.Grazie Angela... e grazie anche all'amico Roberto G. Sacchi)
Se io dimentico il mio linguaggio nativo,
e le canzoni che il mio popolo canta
a che servono i miei occhi e le mie orecchie?
A che serve la mia bocca?
Se io dimentico il profumo della terra
e non lo conservo con cura
a che servono le mie mani?
Perché vivo in questo mondo?
Come posso credere alla folle idea
che il mio linguaggio sia debole e povero
se in quella lingua erano le ultime parole di mia madre?






